Molte persone si rivolgono all’osteopata per un dolore persistente alla spalla che limita i movimenti e rende difficili anche i gesti quotidiani.
In molti casi si tratta della spalla congelata, o capsulite adesiva, un’infiammazione della capsula articolare che causa rigidità progressiva e dolore.

Quello che spesso non si sa è che, in alcuni casi, la spalla congelata può rappresentare un segno precoce della malattia di Parkinson, comparendo anche anni prima che i sintomi neurologici diventino evidenti.

Cosa si intende per spalla congelata:

La capsulite adesiva è caratterizzata da:

  • dolore profondo e persistente nella regione della spalla,
  • rigidità progressiva,
  • riduzione significativa dell’arco di movimento.

Generalmente si sviluppa in tre fasi:

  1. Fase dolorosa – il dolore aumenta gradualmente, soprattutto di notte.
  2. Fase rigida – la mobilità si riduce sempre più, ma il dolore può attenuarsi.
  3. Fase di recupero – il movimento torna lentamente, spesso nell’arco di mesi.

Nella maggior parte dei casi la causa è idiopatica (senza un motivo chiaro), ma può comparire anche dopo un trauma, intervento o immobilizzazione. Tuttavia, quando non esiste una spiegazione apparente, vale la pena guardare più a fondo.

Il possibile legame con il Morbo di Parkinson

Negli ultimi anni diversi studi scientifici hanno segnalato un legame tra la spalla congelata e la fase iniziale del Parkinson.

In particolare, alcune ricerche hanno mostrato che:

  • la spalla congelata può anticipare la diagnosi di Parkinson di 1–2 anni;
  • spesso è unilaterale, e colpisce lo stesso lato in cui successivamente compariranno tremore o rigidità;
  • può essere uno dei primi sintomi motori lievi, quando la malattia è ancora in fase subclinica.

Secondo gli autori (Schneider et al., Movement Disorders, 2008; Lee et al., Journal of Neurology, 2018), questa correlazione potrebbe dipendere da una rigidità muscolare precoce e da una diminuzione del movimento spontaneo del braccio nel lato interessato, che alterano la biomeccanica scapolo-omerale e favoriscono l’infiammazione capsulare.

Cosa succede nel corpo

Nelle prime fasi del Parkinson, anche prima del tremore o della lentezza evidente, il cervello può inviare segnali motori meno efficienti al sistema muscolare.
Questo comporta:

  • riduzione dell’oscillazione del braccio durante la camminata,
  • minor utilizzo dell’arto superiore,
  • incremento del tono muscolare di base e rigidità subclinica,
  • alterazioni posturali e compensi a livello del cingolo scapolare.

Nel tempo, questa ridotta mobilità può innescare un’infiammazione cronica della capsula articolare, portando allo sviluppo di una vera e propria spalla congelata secondaria.

Quando sospettare un’origine neurologica

Un osteopata dovrebbe mantenere un’attenzione particolare quando la spalla congelata presenta alcune caratteristiche “insolite”:

  • nessun trauma o causa apparente;
  • scarsa risposta ai trattamenti tradizionali;
  • presenza di altri piccoli segnali: rigidità del braccio, lentezza nei movimenti, scrittura più piccola, lieve riduzione dell’espressione facciale.

In questi casi, una valutazione neurologica può essere utile per escludere o confermare un’origine sistemica del disturbo.

L’approccio osteopatico

Dal punto di vista osteopatico, la spalla congelata richiede un approccio delicato e progressivo, mirato a:

  • ridurre la tensione muscolare e fasciale peri-articolare,
  • migliorare la mobilità scapolo-toracica,
  • favorire il drenaggio linfatico e vascolare,
  • ripristinare la simmetria posturale del cingolo scapolare e del rachide cervicale.

Inoltre, l’osteopata può svolgere un ruolo importante nel riconoscere i segni precoci di una disfunzione neurologica e indirizzare il paziente verso una valutazione interdisciplinare .

Individuare precocemente un possibile legame tra spalla congelata e Parkinson può:

  • permettere un trattamento tempestivo,
  • migliorare la qualità di vita,
  • evitare la cronicizzazione della rigidità articolare,
  • e, soprattutto, favorire una diagnosi neurologica più precoce.

La spalla congelata non è sempre un semplice problema articolare: in alcuni casi può essere il primo segnale di un’alterazione più profonda del sistema nervoso.
Riconoscere precocemente questi segnali permette di intervenire in modo mirato, alleviare il dolore e prevenire rigidità croniche.

Se soffri di dolore o rigidità alla spalla senza una causa chiara, non aspettare che peggiori.

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