Il reflusso gastroesofageo: un punto di vista osteopatico

Hai mai provato uno di questi disturbi ?

  • Bruciore a livello dello sterno
  • Tosse secca cronica
  • Dolore toracico
  • Raucedine
  • Nausea
  • Alito cattivo
  • Rigurgito acido in bocca
  • Difficolta’ a deglutire 
  • Mal di gola
  • Broncospasmo

Molto probabilmente soffri di Reflussogastroesofageo.

Il reflusso gastroesofageo è una condizione caratterizzata dalla risalita del contenuto dello stomaco verso l’esofago. 

Il disturbo viene chiamato reflusso acido o rigurgito acido, perché i succhi digerenti gastrici contenegono acidi.  Gli acidi gastrici del reflusso, possono risalire verso l’esofago e causare una sensazione di bruciore di stomaco (percepita in mezzo al torace, dietro lo sterno, o nella parte alta dell’addome e arrivare fino alla mandibola). Ricordiamo che l’esofago non è provvisto di sistemi di protezione contro l’acido cloridrico e gli altri succhi gastrici, ecco perche’ il paziente avverte la tipica sensazione di bruciore in posizione retrosternale e dolori alla deglutizione.

E’ un disturbo molto comune e spesso si ricorre al trattamento farmacologico come unica soluzione possibile.Dopo essersi rivolti ad un bravo gastroenterologo che valuterà la gravità del problema, escludendo eventuali patologie organiche che, qualora ce ne fosse bisogno, il corretto percorso farmacologico è quello da seguire, ma un valido supporto potrebbe darlo anche l’osteopata.

I fattori di rischio associati e più comuni includono:

  • Obesità
  • condizioni di secrezione gastrica aumentata,
  • gravidanza,
  • fumo,
  • alcol,
  • alcuni farmaci,
  • ernia iatale
  • postura errata prolungata seduta:La postura lavorativa seduti al pc con la testa proiettata in avanti è uno dei principali fattori di variazioni  della postura della colonna vertebrale e quindi dell’esofago ad essa adeso.

Hai notato che i sintomi peggiorano quando ti sdrai nella posizione supina e durante la notte?

Questo peggioramento dei sintomi avviene perché favoriti dalla posizione orizzontale viene meno il contrasto della forza di gravità, disturbando il sonno e compromettendo in modo  significativo la qualità di vita del soggetto colpito.

Si consiglia sempre di dormire sul fianco e con il capo ed il busto un po’ elevati inserendo uno spessore (10 cm) sotto le gambe del letto.

Non coricarsi o sdraiarsi dopo mangiato: attendere almeno due ore.

Sai che complicazioni comporta il reflusso?

  • un aumento della carie (per corrosione dello smalto dei denti ad opera degli acidi gastrici),
  • la comparsa di conati di vomito dopo aver mangiato,
  • palpitazioni (non pericolose, ma sicuramente fonte di disagio per il paziente).
  • esofagite (che se non trattata può predisporre allo sviluppo di tumore)
  • stenosi esofagee

Come puo’ aiutarmi  l’osteopatia?

Diversi studi pubblicati in letteratura scientifica certificano la comprovata efficacia delle tecniche osteopatiche sui sintomi da reflusso, tanto che il trattamento osteopatico è stato inserito come possibile approccio per le persone affette da reflusso gastroesofageo.

La visione olistica tipica dell’osteopatia prevede che durante l’esame diagnostico si guardi non solo al sintomo reflusso quindi allo stomaco ed esofago, ma anche comprendere lo studio della disfunzionalità 

  • della struttura (colonna cervicale, dorsale, coste)
  • del Diaframma
  • delle alterazioni strutturali oro-rino-maxillo-facciali che possono condizionare una cattiva postura, sia a riposo che in funzione del diaframma, il cui non corretto funzionamento può favorire l’insorgere o il permanere, nonostante le cure , della patologia da reflusso. Analizzando i rapporti dell’esofago con altri organi si comprendono anche la maggior parte dei sintomi riscontrati nel reflusso gastroesofageo.

L’esofago contrae rapporti muscolari e fasciali con gli altri organi e strutture dalle quali dipende il suo buon funzionamento:

  • Occipite, Sfenoide, Temporali, Mandibola
  • Faringe, Trachea (respirazione)
  • Bocca, Lingua (deglutizione)
  • Laringe (voce)
  • Osso ioide (muscoli masticatori)
  • Ghiandola tiroidea
  • Colonna vertebrale
  • cavità toracica (pericardio)
  • Diaframma (centro frenico o tendine centrale)

Durante il trattamento osteopatico andranno quindi ad essere valutate e trattate tutte le strutture vicine e lontane che mantengono rapporti con l’esofago.

Il trattamento sara’ quindi generale e specifico al tempo stesso indirizzato alle zone vasomotorie (D4/D6), all’area splancnica e al plesso solare con particolare enfasi sul diaframma (mobilizzazione del diaframma e della colonna toracica), e al trattamento del nervo vago, oltre ad un ripristino di una corretta ergonomia posturale.

  • L’osteopatia puo’ essere un valido aiuto in questo disordine, perche’si tratta di un problema meccanico e lavorando su varie strutture fasciali, muscolari e ossee si ottengono ottimi risultati.

Perché il trattamento osteopatico possa dare buoni risultati, è necessario consigliare al soggetto di migliorare lo stile di vita, modificando sia l’alimentazione che l’attività fisica aerobica giornaliera.

In particolare, per quanto riguarda i cibi, sono da evitare:

  • alimenti piccanti,
  • caffè  e bevande con caffeina in genere,
  • alcolici e super-alcolici,
  • pomodori e agrumi (particolarmente acidi),
  • alimenti grassie fritti (per la cui digestione occorre normalmente una maggiore quantità di acido cloridrico e più tempo, ritardando così lo svuotamento dello stomaco).È invece consigliabile prediligere cibi poco elaborati, bere molta acqua per diluire gli acidi, mangiare poco e spesso al fine di tamponare la secrezione basale di acidi gastrici.

Qualche suggerimento

  1. Dimagrire se si è in sovrappeso e mantenere il peso forma
  2. Fareattivita’ fisica regolare ma non  dopo i pasti.
  3. Evitare di indossare cinture od abiti troppo stretti in vita.
  4. Non consumare pasti abbondanti, ridurre i cibi grassi e mangiare lentamente.
  5. Smettere di fumare.
  6. Abolire i superalcolici e ridurre il vino (bianco in particolare).Una dieta opportuna e specifiche misure comportamentali possono significativamente favorire il processo di guarigione, o quantomeno la gestione del disturbo.

Questo potrebbe essere la chiave di risultati soddisfacenti per ottenere una drastica regressione o addirittura una risoluzione del problema.

 

Una replica a “Il reflusso gastroesofageo: un punto di vista osteopatico”

  1. Avatar Car Show

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