Perche’ il mio corpo risponde più’ lentamente al trattamento osteopatico?

L’anno scorso dopo il trattamento stavo subito meglio, quest’anno invece ci vuole più tempo. Come mai?”

È una domanda comune che ogni osteopata si sente rivolgere.
La verità è che il corpo cambia continuamente: non reagisce sempre nello stesso modo, perché non è una macchina, ma un sistema vivente che si adatta, si riorganizza e si trasforma.
Capire questi cambiamenti aiuta sia il paziente che il terapeuta a leggere meglio il processo di guarigione.

Il corpo non è mai lo stesso:

Nel corso del tempo cambiano stress, sonno, alimentazione, postura, ormoni, emozioni e abitudini. Tutti questi fattori influenzano la capacità del corpo di autoregolarsi e di rispondere a un trattamento osteopatico.

Un corpo più affaticato o stressato non reagisce “peggio”, ma ha meno risorse immediate da dedicare al recupero. Il trattamento stimola comunque il processo di riequilibrio, ma il sistema ha bisogno di più tempo per integrarlo.

Dal sollievo immediato alla riorganizzazione profonda:

Un miglioramento rapido è spesso legato a una compensazione recente o superficiale.
Quando invece il sollievo arriva in modo graduale, il corpo sta lavorando su livelli più profondi di adattamento.

Il cambiamento può richiedere più tempo, ma è anche più stabile.
Non è un segno che il trattamento “funzioni meno”, ma che il corpo stia elaborando una riorganizzazione più completa.

Il ruolo dello stress e del sistema nervoso:

Lo stress cronico è uno dei principali fattori che rallentano la risposta del corpo.
Un sistema nervoso in iperattivazione simpatica (modalità “lotta o fuggi”) mantiene i tessuti contratti e il respiro superficiale.

In queste condizioni il corpo fa più fatica a rilassarsi e a cambiare.

Quando la cronicità cambia le regole:

Un disturbo che si ripresenta nel tempo modifica lo schema di compenso del corpo.
Il sistema “impara” a funzionare in quel modo, e per disimpararlo serve pazienza e continuità.

L’osteopatia, in questi casi, lavora in modo progressivo e rispettoso dei tempi biologici, favorendo il recupero naturale senza forzare il cambiamento.

Lo stile di vita come parte del trattamento

Il trattamento osteopatico non si esaurisce sul lettino: continua nella quotidianità.
Il modo in cui dormiamo, respiriamo, ci muoviamo e ci nutriamo influisce direttamente sulla capacità del corpo di mantenere i benefici.

Anche piccoli gesti — idratarsi meglio, camminare ogni giorno, respirare profondamente, concedersi pause di riposo — aiutano il corpo a ritrovare equilibrio e a rispondere più rapidamente.

Capire che una risposta più lenta non è un fallimento, ma una fase naturale del processo di riequilibrio, è fondamentale.
L’osteopatia non “aggiusta” qualcosa, ma accompagna il corpo nel suo percorso di autoregolazione.
Ogni trattamento è un dialogo tra mani e corpo: a volte la risposta è immediata, altre volte silenziosa, ma sempre significativa.

La velocità del miglioramento non misura l’efficacia del trattamento, ma riflette lo stato fisiologico del momento.
Ogni organismo ha i propri tempi, e il compito dell’osteopata è riconoscerli e rispettarli.

In osteopatia non si forza il cambiamento: lo si accompagna, rispettando i tempi e la saggezza del corpo.
Anche quando la risposta è più lenta, il processo di guarigione è in corso.

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Sono Vanessa Di Nepi

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